Interpretate il titolo come volete, si presta a più interpretazion, ma fondamentalmente è nonsensei.
Io preferisco non parlare oltre, ma lasciare parlare Acta, i suoi link e le sue azioni.
link DDL lavoro: ecco perché è destinato a fallire
link Un click per far sentire la tua voce in Senato: fallo ora!!
La discussione degli emendamenti contro l'aumento dell'aliquota contributiva della Gestione Separata dell'INPS al 33% è cominciata l'altro ieri: con una sessione mattutina, serale e notturna (di cui ci faranno pagare anche gli straordinari!?) è stato deliberato di non accettare e di non dar corso alle richieste di abrogazione dell'articolo o di diminuzione della detta aliquota.
Speriamo che il DDL non venga presentato blindato con fiducia all'appuntamento con la Camera.
Di seguito la mia lettera ai senatori:
Onorevole Senatore,
Il DDL 3249 ora in discussione al Senato contiene un grande colpo di spugna, quello definitivo,
che potrebbe cancellare dal panorama italiano delle professioni intellettuali flessibili, tanti professionisti autonomi che versano alla Gestione Separata dell’INPS.
Già il sondaggio IRES-CGIL del 2010-2011 aveva evidenziato che il 46% di questi lavoratori ha un reddito annuo inferiore a 15.000 Euro…ma queste sono cifre da vergogna, non se ne parla. Questi lavoratori continuano, loro malgrado, ad approfittare del welfare familiare, in tanti casi già esiguo, per vivere!
Non è giusto. Va bene, ci sono tante cose ingiuste al mondo. Ma perseverare nel non mettere ordine con cognizione di causa IN MANIERA IDONEA E DEFINITIVA in una situazione così grave e iniqua per milioni di persone, che riescono comunque ad essere una forza trainante di un paese in difficoltà, ci risulta “diabolico”.
Sinceramente non capisco/capiamo il motivo di questa ostinatezza nel voler parificare gli aumenti contributivi dei professionisti autonomi con quelli dei dipendenti, quando la tipologia di lavoro è diversa, la base di computo su cui calcolare le aliquote sono diverse, quando solo in un caso valgono reti di ammortizzatori sociali, ( ché gli autonomi li pagano alle altre categorie, senza goderne essi stessi), reti e sussidi a cui appigliarsi in caso di precariato e di intermittenza di lavoro (gli autonomi possono solo chiudere partita IVA), quando non esiste né tredicesima, né quattordicesima, né gruppo di rappresentanza riconosciuto dalle istituzioni... . Perché? Perché si cerca di normare rapporti di lavoro come quelli professionali autonomi senza nemmeno aver udito le loro istanze?
Vorrei fare una segnalazione: la maggiore associazione di rappresentanza per i professionisti autonomi su suolo italiano è ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato www.actainrete.it ) e nella categoria dei traduttori ed interpreti, AITI (Associazione Italiana Traduttori ed Interpretiwww.aiti.org ). Entrambe le associazioni sono attente nel convertire le indicazioni legislative che arrivano dall'evoluzione del lavoro e dalle direttive della Comunità Europea. ACTA è sempre più presente nei mass-media come associazione di riferimento per i professionisti autonomi della GS e per i freelance e AITI sta dandosi un nuovo Statuto e Regolamento al passo con i tempi e le direttive europee. E' un onore per me, essere membro di entrambe.
Onorevole Senatore, io e tanti altri colleghi, desideriamo sensibilizzarvi in questo momento, affinché vengano prese decisioni ragionevoli nel quadro di un sistema normativo che ci permetta di crescere e proliferare, di essere RICONOSCIUTI e quindi finalmente REGOLAMENTATI. Un aumento di un’aliquota già per noi elevatissima, ci strozzerebbe. Appoggio gli emendamenti di cancellazione dell’aumento o di riduzione dell’aliquota.
Porgo i miei ringraziamenti per la Sua volontà di approfondire i temi della nostra realtà lavorativa e per la Sua cortese attenzione.
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Dr. Paola Gatto
SSIT-AITI-ACTA Qualified Interpreter and Translator
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