Friday 18 may 2012 5 18 /05 /Mag /2012 08:07

Interpretate il titolo come volete, si presta a più interpretazion, ma fondamentalmente è nonsensei.

 

Io preferisco non parlare oltre, ma lasciare parlare Acta, i suoi link e le sue azioni.

 

link DDL lavoro: ecco perché è destinato a fallire

 

link Un click per far sentire la tua voce in Senato: fallo ora!!

 

La discussione degli emendamenti contro l'aumento dell'aliquota contributiva della Gestione Separata dell'INPS al 33% è cominciata l'altro ieri: con una sessione mattutina, serale e notturna (di cui ci faranno pagare anche gli straordinari!?) è stato deliberato di non accettare e di non dar corso alle richieste di abrogazione dell'articolo o di diminuzione della detta aliquota.

 

Speriamo che il DDL non venga presentato blindato con fiducia all'appuntamento con la Camera.

 

Di seguito la mia lettera ai senatori:

 

 

 

 

Onorevole Senatore,

 

Il DDL 3249 ora in discussione al Senato contiene un grande colpo di spugna, quello definitivo,

che potrebbe cancellare dal panorama italiano delle professioni intellettuali flessibili, tanti professionisti autonomi che versano alla Gestione Separata dell’INPS.

 

Già il sondaggio IRES-CGIL del 2010-2011 aveva evidenziato che il 46% di questi lavoratori ha un reddito annuo inferiore a 15.000 Euro…ma queste sono cifre da vergogna, non se ne parla. Questi lavoratori continuano, loro malgrado, ad approfittare del welfare familiare, in tanti casi già esiguo,  per vivere!

 

Non è giusto. Va bene, ci sono tante cose ingiuste al mondo. Ma perseverare nel non mettere ordine con cognizione di causa IN MANIERA IDONEA E DEFINITIVA in una situazione così grave e iniqua per milioni di persone, che riescono comunque ad essere una forza trainante di un paese in difficoltà, ci risulta “diabolico”.

 

Sinceramente non capisco/capiamo il motivo di questa ostinatezza nel voler parificare gli aumenti contributivi dei professionisti autonomi con quelli dei dipendenti, quando la tipologia di lavoro è diversa, la base di computo su cui calcolare le aliquote sono diverse, quando solo in un caso valgono reti di ammortizzatori sociali, ( ché gli autonomi li pagano alle altre categorie, senza goderne essi stessi), reti e sussidi a cui appigliarsi in caso di precariato e di intermittenza di lavoro (gli autonomi possono solo chiudere partita IVA), quando non esiste né tredicesima, né quattordicesima, né gruppo di rappresentanza riconosciuto dalle istituzioni... . Perché? Perché si cerca di normare rapporti di lavoro come quelli professionali autonomi senza nemmeno aver udito le loro istanze?

 

Vorrei fare una segnalazione: la maggiore associazione di rappresentanza per i professionisti autonomi su suolo italiano è ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato  www.actainrete.it ) e nella categoria dei traduttori ed interpreti, AITI (Associazione Italiana Traduttori ed Interpretiwww.aiti.org ). Entrambe le associazioni sono attente nel convertire le indicazioni legislative che arrivano dall'evoluzione del lavoro e dalle direttive della Comunità Europea. ACTA è sempre più presente nei mass-media come associazione di riferimento per i professionisti autonomi della GS e per i freelance e AITI sta dandosi un nuovo Statuto e Regolamento al passo con i tempi e le direttive europee. E' un onore per me, essere membro di entrambe.

 

Onorevole Senatore, io e tanti altri colleghi, desideriamo sensibilizzarvi in questo momento, affinché vengano prese decisioni ragionevoli nel quadro di un sistema normativo che ci permetta di crescere e proliferare, di essere RICONOSCIUTI e quindi finalmente REGOLAMENTATI. Un aumento di un’aliquota già per noi elevatissima, ci strozzerebbe. Appoggio gli emendamenti di cancellazione dell’aumento o di riduzione dell’aliquota.

 

Porgo i miei ringraziamenti per la Sua volontà di approfondire i temi della nostra realtà lavorativa e per la Sua cortese attenzione.

 

 

 

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> 

Dr. Paola Gatto

SSIT-AITI-ACTA Qualified Interpreter and Translator

Ruolo Periti ed Esperti CAMCOM MI

 

 

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Monday 7 may 2012 1 07 /05 /Mag /2012 21:20

link 

 

Ne abbiamo discusso a Milano in un'assembea indipendente il giorno 23 aprile 2012 e ne discuteremo ancora.

 

Leggi il link

 

Paola Gatto

Interprete-traduttrice

Membro AITI e Acta

 

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Saturday 5 may 2012 6 05 /05 /Mag /2012 15:52

Acta Associazione Consulenti Terziario Avanzato ha dato vita a diverse azioni contro l'aumento dell'aliquota contributiva della Gestione Separata dell'INPS fino al 33%. A partire da una memoria inviata alla Commissione Lavoro del Senato, per continuare al flash mob del 20 aprile in Via Tortona a Milano in occasione del FuoriSalone del Design e poi con un'assemblea indipendente (ma a cui è stata invitata come relatrice Anna Soru e M. Luisa Di Bella) a Milano.

 

L'atmosfera di grande solidarietà e complicità di Milano verrà replicata il 5 maggio con due assemblee a Roma.

 

Ma ora godiamoci le foto di Milano:

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=422523471109553&set=a.422523114442922.114446.100000557104942&type=3&theater

 

 

Il video del flash mob:

http://www.actainrete.it/2012/04/il-flashmob-di-acta-al-fuorisalone/

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Saturday 5 may 2012 6 05 /05 /Mag /2012 13:06

Il DDL 3249 in discussione al Senato è pronto a sferrare il suo potente colpo di spugna, quello che potrebbe cancellare definitivamente tanti professionisti autonomi iscritti alla Gestione Separata dell'INPS, che a questa cassa versano già il 27,72% e che, per effetto del passaggio a legge di questo provvedimento normativo, potrebbero essere tenuti a versare un'aliquota pari a quella dei dipendenti, del 33%. E' incredibile questa ostinazione nel voler perseguire questa sorta di parificazione fra situazione contributiva dei dipendenti e dei professionisti autonomi, falsamente assimilati a lavoratori parasubordinati. Se siamo parasubordinati, allora perché paghiamo solo di tasca nostra tutta l'aliquota contributiva, perché versiamo ogni trimestre il modello F24 come qualsiasi altro professionista appartenente ad un Ordine Professionale, perché non godiamo di ferie retribuite anche noi, del TFR, di tredicesima e quattordicesima a Natale, di sussidio di disoccupazione? E ancora: perché in banca senza cedolino salariale non riusciamo ad accendere un mutuo? L'assimilazione con i professionisti ordinistici a Confprofessioni e organizzazioni-ombrello non è riuscita, e così ora si sta ripiegando ad un confronto con i lavoratori dipendenti? Le forze politiche e sindacali stanno cercando di approfittare dello spiraglio lasciato nel muro di contenimento della Gestione Separata, prossima a scoppiare di scontentezza e di proteste per la sopravvivenza professionale e di rivendicazione di diritti di cittadinanza, stanno cercando di colmare il vuoto lasciato dalla mancanza di una rappresentanza unitaria, allo scopo di orientarci secondo la tendenza attuale: la parificazione al rapporto dipendente. In realtà non è esattamente questo che vogliamo. Vorremmo piuttosto essere riconosciuti per la nostra specificità professionale, per la flessibilità lavorativa, così preziosa per il paese in periodi di difficoltà, per la capacità di adattarci alle esigenze del sistema "mercato" e ai "bisogni del cliente".Costituiamo più del 10% del PIL di questo paese, quindi una risorsa, ma siamo comunque quotidianamente oggetto di azioni vòlte a diminuire il nostro pregio, perché così diminuirebbe anche il nostro valore o il valore della posta in gioco. Eppure abbiamo indicato la via alla liberalizzazione prima di qualsiasi altro rapporto di lavoro, ne abbiamo dimostrato l'efficacia, la fattibilità e la bontà.

 

Molti di noi non sono neanche contrari ad una certificazione individuale volontaria a garanzia dell'acquisizione e del mantenimento delle nostre competenze, anche nella consapevolezza che questa non rimarrebbe mai l'unica via per lavorare.

 

Ma purtroppo, al posto di agevolazioni, ci vengono spesso rivolte proposte di aumento di aliquota previdenziale, con la scusa e il miraggio che, più alta è, più elevato sarà l'assegno previdenziale. Sappiamo di non poterci più fidare di calcoli a lungo termine, perché il potere previsionale dei nostri conti e bilanci non è tale da rimanere affidabile o stabile a lungo.

 

Ma almeno non vogliamo essere derisi da persone che non capiscono assolutamente come è fatto il nostro mondo, come si snoda la nostra vita e cosa possiamo ottenere con il nostro lavoro. Non vogliamo proposte assurde, che decreterebbero la nostra condanna a morte per esaurimento delle riserve nei pagamenti contributivi.Già il sondaggio IRES-CGIL aveva evidenziato che il 46% dei professionisti autonomi ha un reddito inferiore a 15.000 euro. Sono cifre scomode, queste, che fanno venire vergogna persino ai giornalisti di menzionarle e che nessuno dei politici capisce o crede; ma sono autentiche. Non si possono accettare "le spallucce" dei governanti al nostro indirizzo, perché non sono problemi loro e problemi che non vogliono approfondire.

 

L'unica cosa che siamo riusciti ad ottenere da Fornero è stato il riconoscimento dal 2012 di un'indennità di malattia domestica e di congedo parentale di cui prima non godevamo. Io sento che a questo ministro io devo dire grazie. Grazie come donna e come politico che cerca di bandire la superficialità nel suo lavoro, come studiosa che si sforza di individuare e consultare gli interlocutori giusti, come penso siano quelli di Acta.

 

A proposito. Io faccio parte di un'associazione di categoria come AITI (Associazione Italiana Traduttori ed Interpreti) e anche di Acta (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) ed entrambe sono all'avanguardia dei tempi e seguono l'evoluzione del mercato del lavoro e i dettami delle direttive europee. Una veloce lettura delle loro pagine Facebook potrebbe avvalorare questa mia affermazione ed illustrarne i motivi meglio delle cento parole che potrei scrivere qui.

 

Tuttavia il grande assente è ancora il governo e noi speriamo da anni con le nostre azioni di poterlo risvegliare da questo torpore che a lungo ha contrassegnato la sua condotta.Sono azioni iniziate nel 2009 con invii di massa di messaggi mail all'indirizzo dei parlamentari, i quali cortesemente e con nostra sorpresa, ci hanno anche risposto. L'esito è stato l'annullamento di un aumento previsto dell'aliquota contributiva, che poi si è verificato essere solo una dilazione, perché l'aumento ha comunque avuto luogo due anni dopo. Diciamo che abbiamo potuto godere di una aliquota "flat" per due anni, fino al 2011!

 

Ma con la riproposta di questo oneroso aumento si ripete l'annosa questione. Siamo una categoria di lavoratori non riconosciuta, assimilata di volta in volta a diverse altre, in una sorta di tentativi che spesso falliscono, come quello di Confprofessioni quando ha cercato di portare avanti una riforma del lavoro professionale a doppio binario, riconosciuto (ordinistico) e non riconosciuto (gestione separata). Non vogliamo sospensioni "di pena", ma "convincimento" legislativo, e una situazione permanente che ci stabilizzi e ci dica in cosa possiamo riconoscerci secondo il diritto di questo stato.

 

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Saturday 5 may 2012 6 05 /05 /Mag /2012 12:29

(versione breve) Ci risiamo. Il DDL ora in discussione al Senato contiene un grande colpo di spugna, quello definitivo, che potrebbe cancellare dal panorama italiano delle professioni intellettuali flessibili (Gestione Separata dell'INPS) tanti professionisti autonomi. Già il sondaggio IRES-CGIL del 2010-2011 aveva evidenziato che il 46% di questi lavoratori ha un reddito annuo inferiore a 15.000 Euro.. ma queste sono cifre da vergogna, che nessuno vuole ricordare o evidenziare in articoli di stampa o mentre si rivolge ad un ministro. Sono cifre a cui non si crede, oppure che non importano (perché tanto l'Italia ha il suo sistema di welfare familiare!!). Ma questo non è giusto. Va bene, ci sono tante cose non giuste al mondo. Ma perseverare nel non voler mettere mano ad una situazione così grave e iniqua per milioni di persone, che sono la forza trainante del paese quando il passo verso lo sviluppo si fa più pesante, forza lavoro aggiustata alla bell'e meglio con il calderone della Gestione Separata, è diabolico. Perché questa ostinatezza nel voler parificare gli aumenti contributivi dei professionisti autonomi con quelli dei dipendenti, quando la tipologia di lavoro è diversa, la base di computo su cui calcolare le aliquote sono diverse, quando in un caso valgono reti di ammortizzatori sociali, mentre nel caso del lavoro professionale autonomo no,  (e gli autonomi li pagano alle altre categorie, ma non ne godono essi stessi), quando non esiste TFR e reti a cui appigliarsi in caso di precariato e di intermittenza di lavoro, quando non esiste quattordicesima... . Perché voler parificare a tutti i costi valori non paragonabili senza equazioni e attenti studi? La via verso la semplificazione finirà per appiattire anche questo, senza aver minimamente contenuto il numero dei contratti di lavoro esistenti. Erano 46 e rimangono 46. Allora, se la semplificazione doveve andare in un senso, e invece va nell'altro, che cosa è intervenuto in mezzo al cammino. Perché si cerca di normare rapporti di lavoro come quelli professionali autonomi senza nemmeno aver audito chi li rappresenta? La maggiore associazione di rappresentanza per i professionisti autonomi è ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) e nella categoria dei traduttori ed interpreti, AITI (Associazione Italiana Traduttori ed Interpreti). Entrambe le associazioni sono attente nel convertire gli stimoli e le indicazioni legislative che arrivano dall'evoluzione del lavoro e dalle direttive della Comunità Europea. ACTA fa parte dell'EFIP (European Forum of Independent Professionals), il forum europeo dei professionisti autonomi e freelance e AITI sta dandosi un nuovo Statuto e Regolamento al passo con i tempi e le riforme. E' un caso fortunato per me, essere membro di entrambe.

 

E cosa fanno gli interessati? Stanno a casa a scaldare le poltrone e le sedie davanti al computer? Anche, ma alcuni si sono staccati per raccogliersi a Milano (il 23 aprile) e a Roma (il 5 maggio), hanno partecipato ad un  flash mob nella zona del FuoriSalone del Salone del Design a Milano link

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Lavori Parlam.ari del 16nov010

(AGENPARL) - Roma, 17 nov - La X Commissione Attività produttive ha approvato il testo unificato delle risoluzioni 7-00411 Dal Lago, 7-00426 Gava e 7-00430 Lulli, sull’indicazione del Paese di origine dei prodotti importati da Paesi extracomunitari, che assume il n. 8-00096.

In sede referente, ha proseguito l’esame delle proposte di legge recanti Disciplina delle professioni non regolamentate (C. 1934 Froner e abb. - rel. Abrignani, PdL), con la nomina  di un Comitato ristretto.

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